[...]
un bacio non ultimo, un piatto di spaghetti, una corsa da canzone fino al faro, guardare i treni dal cavalcavia, sputare lontano come fanno i ragazzini, il bacio della buonanotte a chi è nato da te, un disegno mentre sei al telefono, mettere la faccia sull’erba bagnata, l’odore del sudore su una schiena estiva, il miele che cade attraverso il buco di una fetta tostata, fare l’alfabeto coi rutti ed arrabbiarsi quando non riesce la Q, il respiro veloce che diventano due, la tromba delle scale che suona casa tua, l’amore disfatto dentro ad un divano letto, partire, fischiare, leccarsi il sale del mare, chiudere gli occhi morendo per dieci secondi, guardare ed essere guardati, ingrassare, dimagrire, contraddirsi, stupirsi, nascondersi, uscire, tacere. Vivere.
Morire per davvero.
Tornare?
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...si, tornare, come l'araba fenice che risorge dalle proprie cenere sempre uguale e sempre diversa. come l'umanità, così uguale e archetipica nel proprio sentire ma sempre unica. baci jojo.
Scritto da: arabafenice | giovedì 28 dicembre 2006 a 19:31:06 Europe/Paris
...si, tornare, come l'araba fenice che risorge dalle proprie ceneri sempre uguale e sempre diversa. come l'umanità, così uguale e archetipica nel proprio sentire ma sempre unica. baci jojo.
Scritto da: arabafenice | giovedì 28 dicembre 2006 a 19:32:27 Europe/Paris
Quanta vita, quanta aria nei polmoni maturi...nella stagione della prostata come sempre tutto scorre lento.
ciao
Scritto da: Gianluca Parravicini | giovedì 28 dicembre 2006 a 20:58:48 Europe/Paris
Ma che piccole cose Cecilia! Queste sono grandi cose!!!
Scritto da: Zorba | giovedì 28 dicembre 2006 a 21:03:52 Europe/Paris
...guardarsi di uno sguardo in una lingua ancora sconosciuta ma sognante di possibilità, le dita piccole di un bambino che stringono le tue non tanto più grandi, suonare la chitarra e cantare, ridere, trovare le parole...
Scritto da: fataMorgana | venerdì 29 dicembre 2006 a 11:36:37 Europe/Paris