Mi piace guardare i bambini.
Hanno una concentrazione speciale che li porta dove vogliono andare.
Sanno essere altrove e ritornare alla partenza alla velocità di un supereroe.
Oggi, alla festa della scuola, un bambino ha fatto la coda sette volte per cercare di lanciare un mostro dentro ad un paniere di vimini.
Una bambina con gli occhiali rossi lo prendeva in giro ogni volta che sbagliava e lui ogni volta si concentrava di più.
Assumeva quell’aria di severa ostinazione che hanno i bambini che non abbandonano.
La madre lo guardava e faceva il tifo sbagliato:
forza tesoro, forza che ce la fai, non preoccuparti, dài che ci riesci, mira bene, non ti devi preoccupare, ce la fai, non ti distrarre!
Il bambino sudava dentro alla sua camicia bianca.
La bambina guardava il bambino sbagliare.
Il bambino guardava la madre tenerci.
Quando si è rimesso in fila mi sono avvicinata e gli ho detto che la catapulta era stregata e che bisognava pensare di tirare per sbagliare, non per vincere.
Solo così avrebbe potuto funzionare.
Mi ha guardato e mi ha sorriso.
Quando è arrivato il suo settimo turno ha tirato e il mostro è sparito nel paniere.
Sono andata da Madame Guillet per acquistare un coupon valido per una bevanda calda.
E mentre mi scottavo la punta della lingua ho pensato che forse il segreto è tutto lì: mirare senza sapere bene quando e dove finirà.
nella foto il mostro nell'atto di volare sopra la testa di un signore incredulo dal golf giallo.












Ultimi commenti