Sono salita al secondo piano del treno, ho raggiunto un posto isolato vicino al finestrino ed ho allungato nell’ordine: gambe, collo e spina dorsale.
Poi ho guardato fuori passare la città vagamente elettrica.
Il ritorno a quell’ora è un treno deserto, è forse musica e forse libro, ma gli occhi dolgono per le ore allo schermo e li metto su off.
Ti ho trovata!
Giro piano la testa e vedo il numero 97 che mi sorride.
Una giovane donna italiana che ha fretta come tutti di tornare ad essere Persona.
Sentivo che ci teneva a saperne di più, che ad ogni suo passaggio dietro le mie spalle lasciava dei punti di domanda.
Tutto cominciò lunedì scorso quando le ho trovato un sinonimo per mise à jour. Era caduta nell’imboscata delle associazioni di idee inutili e le parole le si accavallavano in testa e diceva ad alta voce cose come messa aggiorno, ripristinamento, messa in moto, ammodernamento, rivoluzionamento.
Era così persa che avrebbe potuto continuare con pecora, adenoide, pompe funebri, massoneria, ghianda, uculele.
Le ho messo una mano leggera sulla spalla e le ho detto aggiornamento.
Una parola semplice che può decretare l’inizio di un corteggiamento.
Heilà, non sapevo prendessi anche tu il treno a quest’ora.
Infatti è un caso, di solito prendo il primo per Chatelet, ma ti ho vista aspettare al binario e mi son detta che non sarebbe poi male conoscere un po’ meglio i propri vicini di banco
ride
Poi segue velocemente il volo ubriaco di un moschino che ronza davanti al mio campo visivo. Il 97 è munito di occhi piccoli e velocissimi che non lo perdono di vista mentre mi parla senza sosta.
Ad un certo punto ho anche pensato che estrapolasse una lingua lunga, verde, vischiosa, e ricciolina e catturasse la bestiola con la rapidità del camaleonte.
Non è successo. E’ invece partito un monologo che perfortuna è sceso con la padrona alla fermata successiva.
Vedi ho penzato che tu fossi finita lì un po’ per caso come è capitato a me. il mio ragazzo che vive con me ha perzo il suo lavoro da stagista e noi comunque l’affitto dobbiamo pagarlo. poi, minchia, posso dirlo?
annuisco come il Santo Padre dopo aver acconsentito ad un perdono.
Minchia lui non fa un cazzo. voglio dire, io vengo lì e lavoro, poi torno e gli racconto le cose e penzo che una coppia dovrebbe dirzele le cose. cioè se tu torni e non dici un cazzo perchè si vive inzieme? poi gli racconto della telefonata di mia madre che sta più di là che di qua e anche che è arrivata una nuova, alta e taciturna che sei tu.
Mi guarda aspettandosi una smorfia qualsiasi, ma io non so bene quale reazione avere, propenderei per assumere l’espressione dell’alcolista anonimo diventato famoso. Non so farla bene e quindi mi viene sempre una faccia neutra.
e sai che mi dice lui alla fine di un’ora buona in cui io mi sbatto per una minchia di converzazione?
Che io non lo ascolto mai veramente.
O qualcosa del genere.
Penzo che il suo ragazzo abbia ragione.
E penzo anche che spero che il numero 97 esca per sempre sulla ruota di Pontedera e lì ci rimanga.





che le zeta ti siano lievi, e buona serata da quaggiù, rapida, alta e taciturna.
Scritto da: gigi | giovedì 5 luglio 2007 a 19:51:30 Europe/Paris
buon giorno rapida.
Scritto da: mantide-dottora! | venerdì 6 luglio 2007 a 9:37:17 Europe/Paris
Solitamente queste persone mi fanno capire che, per quanto la mia vita sia piena di problemi e alti e bassi, sicuramente non la scambierei mai con la loro. E improvvisamente mi sento quasi fortunata...
Scritto da: _mar_ | venerdì 6 luglio 2007 a 10:26:15 Europe/Paris
Chi interrompe il sano sguardo nel vuoto del pendolare andrebbe annientato. Minchia!
Scritto da: Rob | venerdì 6 luglio 2007 a 12:31:23 Europe/Paris
¿àʇıɔo1ǝʌ ɐ11ǝp o ouıʌ 1ǝp ɐd1oɔ .ouɐɹʇs oʇuǝs ıɯ
Un saluto
Scritto da: Scipione | venerdì 6 luglio 2007 a 18:38:28 Europe/Paris
Ma come ho fatto a non pensarci prima? Era Tartarini Adelaide! potevi liberartene dicendole "Guarda, c'è il capo che ti sta ancora aspettando per la pausa caffè, sarai in ritardo..."
Scritto da: Rob | venerdì 6 luglio 2007 a 19:52:38 Europe/Paris