Sdraiata a pancia in giù cercavo di concentrarmi sul libro, scacciando un paio di pulci di mare dall’indole colta e curiosa.
Il piede sinistro scavava una piccola buca con un movimento lento e circolare.
L’ozio estivo avrebbe dovuto impadronirsi del mio corpo ed invece un’oca si era invaghita della mia pelle e tutti i miei peli si erigevano verso il cielo.
La tramontana spirava con brio.
Tolgo gli occhiali da sole e guardo davanti.
Un uomo dal profilo ondulato e da due baffetti color della birra scrutava l’inizio di un tunnel nella rena.
Era alto e magro, sprovvisto di culo e con un ventre pronunciato come il suo accento belga.
Suo figlio biondo grano cercava di convincerlo a mollargli la pala, la moglie, poco distante, cullava con lo sguardo perduto un secondogenito nascosto in un passeggino coperto da un pareo.
Il capofamiglia stava covando un eritema solare di terzo grado aggravato ed ora aveva anche un lampo sinistro nello sguardo.
Nessuno gli avrebbe potuto impedire di costruire una diga-ponte con sei tunnel a cielo aperto, un pozzo bipolare, un paio di vulcani, tre torri, due torrioni ed un ampio parcheggio per i momenti di grande traffico di granchi.
Il bambino cercava di persuaderlo della differenza di età fra un figlio ed un padre, seguito da un tentativo di coalizione pacifica ed infine si arrendeva al padre-castoro andando a scavare un’umile buca poco distante dalla madre.
Il padre trivella, perfora, secchiella, compone, scompone, spolvera, innalza, spiana ed impreca. Suda.
Il mare gli è ostile e le piccole onde delle barche a vela minacciano il suo lavoro.
Ma lui, Geometra Marino, Architetto dell’Impossibile, Muratore del Provvisorio, continua senza tregua in quella che a confronto la Salerno-Reggio Calabria è una passeggiata.
Dopo circa tre quarti d’ora di cantierino si alza, si stira mostrando ciuffi di pelo fradicio sotto le ombrose ascelle e, soddisfatto, guarda la sua Grande Opera.
Un minuto di felicità che scompare inghiottito da una frase della moglie che gli fa notare che il bambino biondo sta facendo pipì nella sua piccola buca.
Probabilmente non troppo profonda per alimentarsi di mare.
In certe estati le coppie scoprono gli altari e perdono le fedi.
A lui sarebbe bastato un bravo e a lei quel castello in aria che lui non sa più costruire.





Sei una Poetessa.
Scritto da: MPL | lunedì 16 luglio 2007 a 19:57:22 Europe/Paris
Alla fine è triste..
Scritto da: Jimbao | lunedì 16 luglio 2007 a 20:11:24 Europe/Paris
mai letto "il ballo degli invisibili" di Silvano Agosti??
solo per rimirare i castelli intendo...
Scritto da: Giorgio | lunedì 16 luglio 2007 a 22:55:32 Europe/Paris
e se ti ripescassi Vanessa Paradise con Joe le taxi dalla giorgiorotation???
magari
forse no
o si...
http://www.youtube.com/watch?v=p032PIKdp7A&mode=related&search=
Scritto da: Giorgio | lunedì 16 luglio 2007 a 23:01:31 Europe/Paris
andare oltre.
riservato a pochi.
incontrarsi lì.
si è in pochi.
spesso soli.
baci.
Scritto da: nuvola | lunedì 16 luglio 2007 a 23:46:14 Europe/Paris
un'onda arriva sempre.
Scritto da: Michela | martedì 17 luglio 2007 a 9:32:56 Europe/Paris
tornasti! Bellino questo post:))))
Scritto da: zauberei | martedì 17 luglio 2007 a 9:59:11 Europe/Paris
bello cecilia.
il lampo sinistro nello sguardo mi ha fulminato.
a presto.
p.
Scritto da: paolo | martedì 17 luglio 2007 a 12:16:33 Europe/Paris
Lo ammetto, sono una donna che ama farsi incantare sempre...o forse, solo una bambina che non vuole smettere di sognare. Bellissima la tua fine, come tutto il resto.
Un saluto sentito e sincero
Mayra G Louis
Scritto da: Mayra G Louis | martedì 17 luglio 2007 a 14:10:48 Europe/Paris
pure io sogno di fare un bel castello...
Scritto da: precaria | martedì 17 luglio 2007 a 16:04:46 Europe/Paris
La provvisorietà è un'arte difficile ed un esercizio spirituale profondo...
Scritto da: Rob | martedì 17 luglio 2007 a 18:29:14 Europe/Paris
se penso al Gepmetra Marino, mi vienet tanta tristezza(come le piccole grandi storie di mortificazione e frustrazione)
Scritto da: laura | martedì 17 luglio 2007 a 18:38:20 Europe/Paris
MPL: sono una Riflettente. Come te e molti fra noi.
Jimbao: sì, ma come gli inizi sono gai, i durante allegretti e le fini andanti. Non tristi, andanti.
Giorgio: mai letto. E forse nemmeno mai Divano di Silvano Lugli.
Lo so, è una risposta stupida...
Nuvola. Spesso soli. Molto hai ragione, cumulo nembo che non sei altro.
Michela: quel che mi piace di te è quel fatalismo marino e quel sarcasmo culinario che casca a fagiolo e mais a caso...
Zauberei: tornai! Lo disse anche il Papini che bellino però non era...
Paolo: grazie Paolo. Se fosse stato un lampo nell'occhio destro sarebbe stato un post bellico. Ho detto una cazzata, succede. A presto.
Mayra G Louis: siamo bambine che non finiscono mai niente. Credo. Un saluto anche a te, sincerissimo.
Precaria: ok, tu lo fai ed io lo schiaccio. Così piangi e qualcuno ti consola. Poi si cambiano i ruoli che anche io avrei bisogno...
Rob: l'essere provvisorio è uno stato incerto e magnifico. Finché dura e finché non dura.
Laura: no, no. Il geometra Marino viene e ti fa sentire il mare con la sua squadra di conchiglie. Ok? Dormi e sogna. Buonanotte.
Scritto da: Rapida | mercoledì 18 luglio 2007 a 0:22:30 Europe/Paris