A pagina trentuno di un libro di Calvino, Il castello dei destini incrociati, trovò una foto con una scritta.
All'improvviso si ricordò della cucina,
del tavolo e di lui che che quella frase scritta la pronunciò ridendo,
mentre lei cercava di togliersi della gomma da masticare dai capelli.
Le scoppiò in faccia una bolla di clorofilla senza zucchero e s'impastò con una
ciocca.
Lui avrebbe voluto scattarle una foto, ma lei si scansò ed il tavolo fu
protagonista.
L'unico testimone di quella storia breve fu quell'omino
immobile che restò per sempre senza parole.
Dov'erano fuggiti gli amanti?
Da qualsiasi parte fossero andati, troppo tenue e sfuggente era
la sostanza di cui erano fatti per dar presa alle manacce di ferro del
paladino.
Quando non ebbe più dubbi sulla fine delle sue speranze,
Orlando fece qualche movimento disordinato, - sguainar la spada, puntar
di sproni, tender la gamba nella staffa, - poi qualcosa si ruppe dentro
di lui, saltò, si fulminò, si fuse, e tutt'a un tratto gli si spense il
lume dell'intelletto e restò al buio.
Italo Calvino, pagina 31, Oscar Mondadori






Gli amanti fuggiti dall'ombra dell'omino si persero sulla spirale per la pentola che, ancora calda, conteneva una minestra. E mesti si buttarono.
Scritto da: coltrane | domenica 29 luglio 2007 a 17:49:22 Europe/Paris
bellissmo, sia quello che hai scritto tu che la pagina di Calvino
Scritto da: laura | domenica 29 luglio 2007 a 18:48:35 Europe/Paris
bellissimo, sia quello che hai scritto tu che la pagina di Calvino
Scritto da: laura | domenica 29 luglio 2007 a 19:13:27 Europe/Paris
Splendido post.
Scritto da: POPact [Eventi ad arte] | giovedì 23 aprile 2009 a 17:05:39 Europe/Paris