L’ho preso fra le mani e l’ho soppesato, l’ho fatto ruotare e ben guardato.
Poi l’ho annusato forte al culmine del suo ovale, abbassando un poco le palpebre.
Era pronto.
Mancava solo il prosciutto crudo, ma quello buono, una bella vaschettina da 80 grammi di prosciutto di Parma in atmosfera modificata, così come modificato sarà il porco originario.
Ad un certo punto un signore molto parigino mi chiede se me ne intendo di meloni.
Ah! faccio io, colta sul fatto, colta alla sprovvista e colta anche da timidezza: io credo di sì, vede? bisogna annusarli qui, se sanno di estate, di grano maturo, di paglia, ma soprattutto di melone, allora è quello giusto.
Il signore era audace, piuttosto affascinante e piuttosto coetaneo.
Mi chiede di scegliere il melone per lui e mi sorride dicendo con la voce bassa che si fida molto del naso e degli occhi delle donne spagnole.
Lo guardo e penso che bisogna aver stile, velocità e un poco di cultura generale per conquistare una donna al supermercato.
Prendo un melone, lo annuso senza sentimento e glielo metto in mano dicendo che dovrebbe essere perfetto. Poi aggiungo anche che pensavo che un uomo brasiliano fosse in grado di riconoscere un buon melone.
Gli sorrido e mi dirigo a passo di flamenco verso il reparto formaggi.
Mentre lui, col melone in mano, resta lì, alla frutta.













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