Sdraiata a pancia in giù cercavo di concentrarmi sul libro, scacciando un paio di pulci di mare dall’indole colta e curiosa.
Il piede sinistro scavava una piccola buca con un movimento lento e circolare.
L’ozio estivo avrebbe dovuto impadronirsi del mio corpo ed invece un’oca si era invaghita della mia pelle e tutti i miei peli si erigevano verso il cielo.
La tramontana spirava con brio.
Tolgo gli occhiali da sole e guardo davanti.
Un uomo dal profilo ondulato e da due baffetti color della birra scrutava l’inizio di un tunnel nella rena.
Era alto e magro, sprovvisto di culo e con un ventre pronunciato come il suo accento belga.
Suo figlio biondo grano cercava di convincerlo a mollargli la pala, la moglie, poco distante, cullava con lo sguardo perduto un secondogenito nascosto in un passeggino coperto da un pareo.
Il capofamiglia stava covando un eritema solare di terzo grado aggravato ed ora aveva anche un lampo sinistro nello sguardo.
Nessuno gli avrebbe potuto impedire di costruire una diga-ponte con sei tunnel a cielo aperto, un pozzo bipolare, un paio di vulcani, tre torri, due torrioni ed un ampio parcheggio per i momenti di grande traffico di granchi.
Il bambino cercava di persuaderlo della differenza di età fra un figlio ed un padre, seguito da un tentativo di coalizione pacifica ed infine si arrendeva al padre-castoro andando a scavare un’umile buca poco distante dalla madre.
Il padre trivella, perfora, secchiella, compone, scompone, spolvera, innalza, spiana ed impreca. Suda.
Il mare gli è ostile e le piccole onde delle barche a vela minacciano il suo lavoro.
Ma lui, Geometra Marino, Architetto dell’Impossibile, Muratore del Provvisorio, continua senza tregua in quella che a confronto la Salerno-Reggio Calabria è una passeggiata.
Dopo circa tre quarti d’ora di cantierino si alza, si stira mostrando ciuffi di pelo fradicio sotto le ombrose ascelle e, soddisfatto, guarda la sua Grande Opera.
Un minuto di felicità che scompare inghiottito da una frase della moglie che gli fa notare che il bambino biondo sta facendo pipì nella sua piccola buca.
Probabilmente non troppo profonda per alimentarsi di mare.
In certe estati le coppie scoprono gli altari e perdono le fedi.
A lui sarebbe bastato un bravo e a lei quel castello in aria che lui non sa più costruire.
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