Ogni storia, piccola o grande, può essere raccontata in modi diversi, ma l'importante è il ritmo, il suggerimento, non l'imposizione.
Il lettore dovrebbe riuscire a vederne i colori, sentirne i rumori e nei casi più fortunati, anche i profumi, gli odori.
Le storie che danno piccoli tuffi al cuore sono quelle che ti portano a voler sapere come va a finire.
Ma questo è solo il mio parere.
Dati
Una persona arriva e si siede su una sedia a dondolo.
Non la vediamo, è di spalle.
Vicino a lei un cane che dorme, di taglia piccola ed una pianta grassa, un cactus alto una spanna.
Versioni
Scarna e didascalica
Una persona entrò nella stanza e si sedette sulla sedia a dondolo che era appartenuta alla nonna di Emma. Non possiamo scorgere il suo viso poichè si siede mostrandoci le spalle. Briciola, il suo cane piccolo si accoccola vicino a questa persona. Si addormenta sul suo cuscino a pois rossi. Sul tavolino accanto alla sedia a dondolo c’è un cactus anch’esso piccolo.
Nominativa
Vera, la zia di Gaetano, entrò nella stanza e si mise a sedere sul dondolo di Nonno Fernando. Si sedette dandoci le spalle e dunque noi non ne potevamo vedere l’espressione. Accanto al nonno, il cane di Vera, un meticcio di nome Bobby, dormiva. Gaetano aveva regalato un cactus alto quattro dita a Vera. Ora stava in un vaso celeste sul tavolo vicino al dondolo.
Noir (mia)
Qualcuno arrivò nella stanza. Scelse di sedersi sul dondolo e con cautela cominciò un lento movimento, spingendosi con le punte dei piedi. Era buio ed era di spalle, ma sembrava un uomo. Il cane che dormiva ai piedi della sedia si svegliò e prese ad abbaiare da cane piccolo con problemi di razza. Si agitò così tanto che fece cadere la pianta grassa sul tavolino adiacente.
La terra si sparse dappertutto e la persona sul dondolo sussurrò un vai a farti fottere volpino isterico.








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