Signore mio del Sonno, dio dei cuscini e delle federe,
fa ritorno da me, posa le tue dita lunghe e senza anelli
sulle mie palpebre socchiuse, stirami le ciglia
affinché la smettano di sfarfallarmi la visione sconsigliata ai minori,
rimboccami il lenzuolo.
Spara ai motociclisti che smarmittano dopo mezzanotte.
Uccidi per me tutti i village people rivestiti di cuoio, adornati da borchie e da baffi,
che escono dal One Way e vanno a fottersi sui cofani silenti delle macchine in sosta.
Sopprimi le americane ubriache ed il loro entusiasmo simulato
come un orgasmo mercenario - so amazing, so nice -
Metti dei feltrini a tutti i tacchi dei passanti,
implodi le digestioni dei distratti che cercano le chiavi per ore
ruttando vin rouge e ratatouille.
Sabota tutti gli sciacquoni, soffoca i colpi di tosse, elimina quelli che fanno girare il diesel,
annienta i fischiettanti in bicicletta.
Spegni le televisioni, abbassa le autoradio.
Dì alla gatta di non russarmi sulla pancia, all’orologio di ticchettare piano
e al vicino onanista di raggiungere l’orgasmo con discrezione.
La masturbazione si consuma da soli e se si ha bisogno di condividerla
è meglio uscire e cercarsi qualcuno per smettere.
Signore mio del Sonno, dio dei cuscini e delle federe,
giuro che non starò più sveglia, se mi farai dormire.
Ma sbrigati, che devo svegliarmi presto.








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