Una trentina d'anni ed un'aria sudamericana, inghiottita da un soprabito in finta pelle con un collo in pelliccia fortemente ecologica. La barba occhieggiava dal fondotinta spesso, i capelli neri neri tintura 06 Black Possessed. Zigomi alti e la bocca condannata ad un bacio perenne. Lui sulla quarantina, pantaloni blu aviazione schizzati di vernice. Faccia rugosa, disidratazione, disperazione, disillusione, disfatta, di più. Dietro di loro, sul finestrino, una scritta spray verde mela c'illumina: a Davide gli piace la lenta
Lei, la quasi-lei, guardando fissa dalla mia parte dice: se esto es amore, como io creo, como io te amo, tu no preoccupa. Todo il denaro che tu nesessita io claro che te lo pongo, ma tu digame che me ami e non solo porchè io te aiudo.
Poi abbassa la voce, che da Barry White vira a Pupo e gli sussurra qualcosa di XXX in un orecchio.
Lui ha un barlume di vita che gli passa veloce in un occhio. Come una cometa. Ma il desiderio se lo tiene per sé. Poi si accorge che io li guardo e si scosta bruscamente da lei.
Lei tira fuori il telefonino da una tasca ed insieme a questo svolazzano per terra due carte verdi di gomme oramai masticate. Con occhi fissi sul niente fa una bolla rosa, la tiene gonfia un secondo, poi la finisce a colpi svelti di lingua. Guarda il telefonino, impreca in spagnolo e lo rimette in tasca. Poi si ricorda dell'uomo al suo fianco e gli chiede, molto gattona:
Che penzi, mio amor?
E lui, trasalendo:
che a me quer giubbotto de la diesel m'è rimasto qua. E col pollice si preme il sottomento.
Lei gli mette una mano sulla coscia e gli dice, con allegria circense:
quel giubotto è la tua Maria che te lo prende, domani starà adosso a te.
Trentasei minuti dopo, per esser quasi precisi, io entravo da un ottico. Buttavo giù un portaombrelli in rame, mi scusavo e, perdendo grandine dai capelli, pensavo a quanto costi la pazienza.
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