Foto, quadri,
e disegni.
Giovane
Mille porte fa,
quando ero una ragazza sola
in una grande sala con quattro garage,
una notte d'estate se ricordo bene,
ero stesa sul prato
e sotto di me, increspato il trifoglio,
e sopra, distese, le stelle,
e la finestra di papà, semichiusa,
un occhio da cui passa chi dorme,
e le assi della casa
erano bianche e lisce come cera
e milioni di foglie sbattevano,
come vele sui loro strani gambi
e i grilli ticchettavano tutti insieme
e io, nel mio corpo nuovo fiammante,
non ancora di donna,
facevo domande alle stelle
e pensavo che Dio vedesse veramente
calore luce dipinta e gomiti
ginocchia sogni buonanotte.
Quando ero una ragazzina accompagnavo mio nonno Giulio dal barbiere, in via Mascagni, a Livorno. Mi piaceva guardare il lavoro fatto di schiuma, pennelli, rasoio e pettine.
E fissavo i capelli finiti per terra pensando a che poca cosa sono i capelli quando sono per terra.
Questa bella foto è di Yuri Bender.
Un quadro di Andrea Pazienza. Qui sotto una sua poesia:
Ma io sono la mitica anatra migrante,
sono ancora una volta perpetuo moto
sono la brocca sognante,
desiderio di vuoto.
E se le mie arroganti parole di un tempo,
son finite segnalibro d'un volume dimenticato
pure ti chiedo ara il mio campo
a scoprirlo.
(1984)
Questa cartolina sta verticalmente incastrata sul vetro di una madia.
In italiano direbbe così:
Non ho riposo né giorno né notte
Soffro di un dolore estremo;
Non so se è quel che amo
Ma questo somiglia all'amore
Un disegno che ho fatto col mouse, a mano libera con il mio primo computer.
Quindici anni fa. Ed il diavolo esiste ancora.
Un disegno di Stefano Centonze
"Che cosa diventiamo e che m'importano l'umanità, la beneficenza, la modestia, la temperanza, l'affabilità, la saggezza, la pietà, quando una mezza libbra di piombo sparata da seicento passi mi fracassa il corpo e io muoio a vent'anni fra tormenti indicibili, in mezzo a cinque o seimila moribondi, mentre i miei occhi, che si aprono per l'ultima volta, vedono la città dove sono nato distrutta dal ferro e dal fuoco, e gli ultimi suoni che odono le mie orecchie sono le grida delle donne e dei bambini che spirano sotto le rovine: tutto per i pretesi interessi d'un uomo che non conosciamo?"
(Voltaire, Dizionario Filosofico)
In questa foto si vedono un gatto nero a fuoco in secondo piano ed un uomo sfuocato in primo piano.
Entrambi hanno pose fascinose.
La foto è dell'abilissima Signora Brzozowska.
Marlene Dumas nasce nel 1953 a Kuilsrivier in Sud Africa e vive ad Amsterdam.
Le sue opere svelano quello che le persone spesso nascondono.
(290 x 205 mm silkscreen print)
Short Autobiography
1928 :
Born on April 28th, in Abbazia, Italy (now Opatija, Croatia).
My parents, Karl and Adele Edelstein, were both medical doctors, though my mother was to become a psychoanalyst.
Lord Frederick Leighton
Flaming June
c.1895
Oil on canvas
47 3/8 x 47 3/8 inches (120.6 x 120.6 cm)
Museo de Arte, Ponce, Puerto Rico
Mi piacciono le città e i panorami imperfetti.
L'immobilità non mi rasserena.
Questa è una foto di Tim Holte.
Una foto di Gundega Deqe. A destra del cartello vorrei essere io e sul cartello vorrei ci fosse scritto "voi siete qui". Invece non sono io e mi sono persa quel cielo.
Ci sono cose che vorrei dimenticare.
Ma restano lì, immobili e ingombranti.
A tratti, dolorose.
Foto di Ben Faoullet
Foto di Guy Bordin
Una volta, per telefonare, bisognava infilare l'indice in un tondino e ruotare i numeri da comporre in un movimento orario.
Questa foto racconta una storia, basta leggerla bene. Come ogni sguardo.
Godo di quell'allegria che non rende gli amici vergognosi l'uno dell'altro, l'indomani. (Alessandro Manzoni)